La Madonna Nera

Le Madonne Nere, venerate in numerosi Santuari e Cattedrali sparsi in ogni parte del mondo, sono tra le più antiche immagini della Vergine Maria. Nel tempietto lanzese la presenza della Madonna nera si giustifica anzitutto per l’evidente richiamo alla tradizione lauretana che lo caratterizza fin dalle origini. D’altra parte non è certo un caso che i due più celebri santuari mariani in Val di Lanzo, il Santuario di Forno Alpi Graie in Val Grande e il Santuario di Marsaglia nella Valle del Tesso, siano ispirati allo stesso modello rappresentativo, che gode di rinnovata fortuna proprio in epoca controriformista.

La diffusione delle Madonne nere in Occidente avviene comunque a partire soprattutto dal Medioevo. Si tratta di una tipologia iconica, di probabile origine mediorientale, dove il volto scuro, oltreché per le condizioni ambientali e per i materiali utilizzati, si spiega certamente in termini simbolici. Anche il richiamo alla possibile influenza di arcaiche ritualità precristiane rafforza la devozione mariana, ancorandone le radici alla spiritualità originaria. Una religiosità remota, eppure attuale, che si nutre di realtà semplici e naturali, quali il ritmo delle stagioni e degli astri che scandiscono il tempo, il miracolo del cibo e della vita, il mistero dell’oscurità che si trasfigura in luce. Tutti elementi attesi e invocati dalla protezione, accogliente e misericordiosa, della Vergine Madre, la Mediatrice in cui rifulge la bellezza dell’amore che salva.

La Via Crucis

Dal 2007 il Santuario di Loreto custodisce una nuova preziosat estimonianza di storia lanzese, ora offerta all’ammirazione di fedeli e visitatori. Si tratta della Via Crucis che dal 1964 abbelliva la cappella del Collegio salesiano di Lanzo. Le quattordici stazioni, nell’interpretazione dello scultore verbanese Carlo Rapp, sono scandite attraverso un profilo lineare continuo, diviso in due sezioni, per un totale di circa ventidue metri. L’opera, collocata sulle pareti esterne del sacello, lungo i due lati del porticato, costituisce un significativo esempio di incontro fra arte e spiritualità.