La Merenda Sinoira

salami toma

Dal 1950 circa, la sera del lunedì successivo alla festa, gli operai delle due utensilerie meccaniche situate nei pressi della cappella, godevano di alcune ore di uscita anticipata per poter partecipare alle gare di bocce ed a tarocchi. Si univano quindi ad altri giocatori venuti da Lanzo e dai paesi vicini.

I giocatori avevano fame, ma non volevano abbandonare i giochi per recarsi a casa a mangiare. Si mettevano allora a cuocere in un paiolo dei ‘trifulot'(patate piccole che per la loro misura non si sarebbero conservate in inverno) e dei salami di ‘turgia’ (vacca che ha terminato la carriera di produttrice di latte ed è quindi destinata alla macellazione, ma data la veneranda età veniva macinata e trasformata in salami).

Al termine delle partite le patate ed i salami erano cotti e venivano mangiati con della toma tradizionale e con toma del pepe (ricotta a cui veniva aggiunto del pepe per dare sapore), tipici prodotti valligiani ben stagionati. Il tutto veniva innaffiato da buon vino. L’arrivo della notte e la mancanza di illuminazione scioglievano l’allegra combriccola che, cantando a squarciagola, rientrava nelle proprie case.

Questa tradizione si è conservata fino ad oggi ed i quantitativi di patate e salamini cotti sono, ogni anno, in continuo aumento.