Marenda Sinòira e Polenta Consa

salami toma

Negli anni fioriscono, intorno alla sagra di settembre, iniziative che diventano a loro volta tradizionali. Una di queste è l’abitudine di prolungare la festa nella giornata del lunedì organizzando gare a bocce e a tarocchi. A partire dagli anni cinquanta perfino gli operai delle officine, situate nei pressi del Santuario, godono di uno speciale permesso di uscita anticipata per potersi unire ai giocatori provenienti da Lanzo e dai paesi vicini.

Si sta insieme, ci si diverte, si canta e… la cena? La soluzione più semplice è mettere sul fuoco un paiolo di trifolòt (patate piccole che per la loro misura non si sarebbero conservate in inverno) e di salami di turgia (vacca che, terminata la carriera di produttrice di latte è destinata alla macellazione, a causa dell’età veneranda le sue carni vengono macinate e trasformate in salami). Così, senza interrompere i giochi, il cibo cuoce e basta aggiungere un po’ di toma tradizionale o di toma del peiver (ricotta a cui viene aggiunto del pepe per insaporirla) con un buon bicchiere di vino ed è pronta un’ottima cenetta. Il sopraggiungere del buio costringeva poi i convenuti ad avviarsi verso casa, anche se l’eco di qualche canto restava nell’aria fino a notte fonda.

Ancora oggi, nelle serate della sagra di Loreto, si può apprezzare una genuina marenda sinòira, così come la sera del martedì dopo la Festa, da alcuni decenni è entrata nella tradizione la degustazione della polenta consa, tipico piatto delle Valli di Lanzo e del Tesso.