Io vi ringrazio.
L’anno è finito.
Un anno di sogni
e di lavoro senza tregua,
che abbiamo voluto fare
e anche strafare.

Non per la gloria,
non per guadagnare.
Ma per la gioia
Profonda e semplice e vera
Di poter dare,
di aver qualcosa
anche noi
che non siamo signori,
non siamo potenti,
non grandi,
che siamo piccola gente
che sa il valore
del denaro raccolto
con sacrificio
giorno per giorno,
di avere anche noi
qualcosa da dare.

Abbiamo lavorato
e borbottato,
ci siamo conosciuti
fino in fondo
con i nostri scontri
e i nostri slanci.

Oggi abbiamo dei rimpianti?
Ci diciamo folli
perché abbiamo creduto
che i nostri sentimenti
facessero il gran miracolo
di cambiare tutta la gente?

Non siamo mica scemi!
Sapevamo già in partenza
che voler proprio tutto,
tutto per il proprio verso e bello
è un boccone da golosi.

Ma la coscienza a posto
ce la sentiamo,
siamo soddisfatti
del nostro lavoro.
E forse, tra qualche giorno,
ci riprenderemo
perché… è il nostro destino,
siamo così.

Noi siamo, cari Amici,
i veri signori
e andiamo spargendo
i nostri tesori
come nel cielo le stelle,
come nei prati i fiori.

Che Iddio
ci conservi questa fortuna
(con la pazienza
delle vostre mogli).
È il mio augurio
di cuore.

Ines Poggetto
Natale 1978